Grolleau Amor Fati 2024

VITIGNO:
100% Grolleau
DENOMINAZIONE:
Vin de France
ANNATA: 2024
ALCOL: 10.5 %
FORMATO: 0.75 lt

Amor Fati nasce nella Valle della Loira da una piccolissima parcella di appena 0,33 ettari, coltivata interamente a Grolleau, con vigne che raggiungono un’età media di circa 60 anni. Classificato come Vin de France, è espressione di un terroir caratterizzato da suoli argillosi ricchi di scisti blu, sassi, rocce e quarzo, lavorati secondo i principi della viticoltura biodinamica. La vendemmia viene effettuata manualmente, mentre in cantina la vinificazione prevede due lavorazioni distinte: il 50% delle uve viene sottoposto a pressatura diretta, mentre il restante 50% affronta una macerazione semi-carbonica spontanea in acciaio per quattro settimane. Una scelta che permette di combinare immediatezza e freschezza del frutto con una maggiore profondità e complessità aromatica. Il vino prosegue poi il suo percorso con un affinamento di 11 mesi in acciaio, mantenendo intatta l’espressione varietale e territoriale del Grolleau. Non viene effettuata filtrazione e non viene aggiunta anidride solforosa, secondo un approccio poco interventista volto a preservare il carattere più autentico del vino. Una produzione estremamente artigianale, proveniente da una parcella minuscola e da vecchie vigne, capace di raccontare in maniera diretta e personale una delle varietà storiche della Valle della Loira.

CANTINA:
Thomas Batardière
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Thomas Batardière, classe 1980, studia e si laurea in antropologia, poi prosegue gli studi nel mondo del cinema. A 28 anni si avvicina per caso al vino e se ne innamora: molla tutto e inizia il suo percorso per diventare sommelier con uno stage da Mathieu Vallée di Château Yvonne, a Saumur. Contemporaneamente, quindi dal 2009 al 2011, frequenta il corsodi viticoltura a Beaune. Sa che è in vigna che vuole stare. Nel gennaio 2012 Thomas decide di mettersi in proprio, acquistando circa due ettari con vecchie viti di Chenin Blanc a Rablay-sur-Layon in Anjou, in Loira. Dopo due anni completa la costruzione della cantina e della sua casa, proprio accanto a quella del produttore Richard Leroy con il quale ha stretto negli anni un forte legame. Thomas ha applicato fin da subito la viticoltura biodinamica imparata da Mathieu Vallée ed ha ottenuto la certificazione Demeter nel 2015. Oggi lavora complessivamente insieme alla moglie Marie-Lise solo 3,5 ettari: 2,5 di Chenin Blanc a Rablay e Faye d'Anjou, 0,85 di Grolleau e appena 0,15 di Cabernet Franc. La maggior parte dei suoi vigneti si trova a sud del fiume Layon, hanno suoli ricchi di argilla con scisti blu, sassi, rocce e quarzo. La parcella di Montbenault ha viti provenienti da una selezione massale dei domaines Huet e Clos Naudin (Vouvray) ed è ricca di roccia vulcanica. Thomas adora stare nelle sue vigne: ama lo Chenin per la sua la finezza, l'acidità e la capacità di riflettere i diversi terroir. Vendemmia presto e lavora in modo riduttivo sulle fecce, un approccio mirato affinché la purezza e la freschezza dei vini siano preservati (non è d’accordo il suo mentore Richard Leroy). Utilizza solo piccole quantità di SO2 prima dell'imbottigliamento, a volte nessuna. Marie-Lise e Thomas Batardière si considerano degli interpreti che non creano nulla bensì rivelano: sostengono che la vite è la pianta che esprime meglio il luogo in cui vive, se ben guidata dal suo vigneron; in cantina poi non resta quasi nulla da fare.

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Thomas Batardière, classe 1980, studia e si laurea in antropologia, poi prosegue gli studi nel mondo del cinema. A 28 anni si avvicina per caso al vino e se ne innamora: molla tutto e inizia il suo percorso per diventare sommelier con uno stage da Mathieu Vallée di Château Yvonne, a Saumur. Contemporaneamente, quindi dal 2009 al 2011, frequenta il corsodi viticoltura a Beaune. Sa che è in vigna che vuole stare. Nel gennaio 2012 Thomas decide di mettersi in proprio, acquistando circa due ettari con vecchie viti di Chenin Blanc a Rablay-sur-Layon in Anjou, in Loira. Dopo due anni completa la costruzione della cantina e della sua casa, proprio accanto a quella del produttore Richard Leroy con il quale ha stretto negli anni un forte legame. Thomas ha applicato fin da subito la viticoltura biodinamica imparata da Mathieu Vallée ed ha ottenuto la certificazione Demeter nel 2015. Oggi lavora complessivamente insieme alla moglie Marie-Lise solo 3,5 ettari: 2,5 di Chenin Blanc a Rablay e Faye d'Anjou, 0,85 di Grolleau e appena 0,15 di Cabernet Franc. La maggior parte dei suoi vigneti si trova a sud del fiume Layon, hanno suoli ricchi di argilla con scisti blu, sassi, rocce e quarzo. La parcella di Montbenault ha viti provenienti da una selezione massale dei domaines Huet e Clos Naudin (Vouvray) ed è ricca di roccia vulcanica. Thomas adora stare nelle sue vigne: ama lo Chenin per la sua la finezza, l'acidità e la capacità di riflettere i diversi terroir. Vendemmia presto e lavora in modo riduttivo sulle fecce, un approccio mirato affinché la purezza e la freschezza dei vini siano preservati (non è d’accordo il suo mentore Richard Leroy). Utilizza solo piccole quantità di SO2 prima dell'imbottigliamento, a volte nessuna. Marie-Lise e Thomas Batardière si considerano degli interpreti che non creano nulla bensì rivelano: sostengono che la vite è la pianta che esprime meglio il luogo in cui vive, se ben guidata dal suo vigneron; in cantina poi non resta quasi nulla da fare.