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Gewürztraminer GT Turbo 2023

VITIGNO:
100% Gewürztraminer
DENOMINAZIONE:
Vino Bianco
ANNATA: 2023
ALCOL: 12 %
FORMATO: 0.75 lt

Il GT Turbo nasce Alto Adige dalla mano di Martin e Marion Gojer ed è un bianco macerato prodotto interamente da uve Gewürztraminer. Le vigne, di circa 20 anni, occupano appena 0,4 ettari e affondano le radici in terreni profondi e sciolti, argilloso-sabbiosi, di origine vulcanica e morenica. L’impianto è a Guyot, con una densità di circa 7.000 ceppi per ettaro e rese contenute intorno ai 30 hl/ha. In cantina la fermentazione è spontanea e avviene in vasche d’acciaio inox, con una breve macerazione di 4 giorni a contatto con bucce e raspi. Il vino affina successivamente per 2 mesi in tonneau di castagno e prosegue il suo percorso in vasche di cemento fino all’imbottigliamento, effettuato sulle fecce fini. La solforosa totale è di appena 26 mg/l e la produzione è estremamente limitata: solamente 1.800 bottiglie. GT Turbo rappresenta un’interpretazione decisamente originale del Gewürztraminer: leggermente aromatico, verticale, scattante e minerale, lontano dallo stile più morbido e intensamente profumato spesso associato al vitigno. Per l’annata 2023 Pranzegg mette letteralmente il “turbo” al suo GT, dando vita a un vino energico, dinamico e fuori dagli schemi, capace di mostrare un volto completamente diverso di una delle varietà simbolo dell’Alto Adige.

CANTINA:
Pranzegg
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Pranzegg è un’azienda vitivinicola situata a Campiglio, alle porte di Bolzano, in Alto Adige. Il maso venne acquistato dalla nonna di Martin Gojer nel 1935 e successivamente portato avanti dai suoi genitori come una piccola azienda agricola autosufficiente, dove accanto alla vite si coltivavano ciliegie, noci e castagne, si lavorava il bosco e si allevavano diversi animali. Nel 1997, a soli diciotto anni, Martin eredita l’azienda e inizia progressivamente a concentrarsi sulla viticoltura, fino alla decisione, maturata a metà degli anni Duemila, di dedicarsi completamente al mestiere di vignaiolo. Oggi conduce Pranzegg insieme a Marion Untersulzner, alla famiglia e ai loro collaboratori, seguendo una filosofia che li porta a definirsi prima di tutto viticoltori e ambasciatori di cultura e natura. La loro idea è quella di recuperare un modello di agricoltura simile a quello vissuto dalle generazioni precedenti, nel quale il vigneto non rappresenta un elemento isolato ma fa parte di un ecosistema più ampio. Viti, alberi da frutto, terreno, api, pecore, polli e altri animali convivono all’interno del maso secondo un approccio olistico, basato sui principi della biodinamica. Pranzegg conta oggi circa 4 ettari di vigneti in forte pendenza distribuiti intorno alla conca di Bolzano, lavorati prevalentemente a mano. In vigna gli interventi sono ridotti al minimo, con rame e zolfo per i trattamenti e sovescio attraverso semine autunnali, mentre grande attenzione viene riservata alle vecchie vigne e alle varietà storicamente legate al territorio, in particolare Schiava che a Pranzegg amano chiamare Schiava liberata, Lagrein e Gewürztraminer. La stessa filosofia prosegue in cantina, dove Martin e Marion accompagnano personalmente ogni fase della trasformazione dell’uva cercando di intervenire il meno possibile. Le vendemmie sono manuali, le fermentazioni spontanee, gli affinamenti sulle fecce sono lunghi e i vini non vengono né chiarificati né filtrati, con aggiunte di solforosa ridotte al minimo. L’obiettivo non è ottenere vini standardizzati, ma lasciare che ogni bottiglia diventi il racconto del luogo da cui proviene, dell’annata e dello stile di vita di chi l’ha prodotta. I vini di Pranzegg nascono così come espressioni autentiche e profondamente territoriali, spesso lontane dai modelli convenzionali della produzione industriale: vini naturali, vivi e di carattere, nei quali la tradizione contadina altoatesina incontra una visione personale e contemporanea della viticoltura.

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Pranzegg è un’azienda vitivinicola situata a Campiglio, alle porte di Bolzano, in Alto Adige. Il maso venne acquistato dalla nonna di Martin Gojer nel 1935 e successivamente portato avanti dai suoi genitori come una piccola azienda agricola autosufficiente, dove accanto alla vite si coltivavano ciliegie, noci e castagne, si lavorava il bosco e si allevavano diversi animali. Nel 1997, a soli diciotto anni, Martin eredita l’azienda e inizia progressivamente a concentrarsi sulla viticoltura, fino alla decisione, maturata a metà degli anni Duemila, di dedicarsi completamente al mestiere di vignaiolo. Oggi conduce Pranzegg insieme a Marion Untersulzner, alla famiglia e ai loro collaboratori, seguendo una filosofia che li porta a definirsi prima di tutto viticoltori e ambasciatori di cultura e natura. La loro idea è quella di recuperare un modello di agricoltura simile a quello vissuto dalle generazioni precedenti, nel quale il vigneto non rappresenta un elemento isolato ma fa parte di un ecosistema più ampio. Viti, alberi da frutto, terreno, api, pecore, polli e altri animali convivono all’interno del maso secondo un approccio olistico, basato sui principi della biodinamica. Pranzegg conta oggi circa 4 ettari di vigneti in forte pendenza distribuiti intorno alla conca di Bolzano, lavorati prevalentemente a mano. In vigna gli interventi sono ridotti al minimo, con rame e zolfo per i trattamenti e sovescio attraverso semine autunnali, mentre grande attenzione viene riservata alle vecchie vigne e alle varietà storicamente legate al territorio, in particolare Schiava che a Pranzegg amano chiamare Schiava liberata, Lagrein e Gewürztraminer. La stessa filosofia prosegue in cantina, dove Martin e Marion accompagnano personalmente ogni fase della trasformazione dell’uva cercando di intervenire il meno possibile. Le vendemmie sono manuali, le fermentazioni spontanee, gli affinamenti sulle fecce sono lunghi e i vini non vengono né chiarificati né filtrati, con aggiunte di solforosa ridotte al minimo. L’obiettivo non è ottenere vini standardizzati, ma lasciare che ogni bottiglia diventi il racconto del luogo da cui proviene, dell’annata e dello stile di vita di chi l’ha prodotta. I vini di Pranzegg nascono così come espressioni autentiche e profondamente territoriali, spesso lontane dai modelli convenzionali della produzione industriale: vini naturali, vivi e di carattere, nei quali la tradizione contadina altoatesina incontra una visione personale e contemporanea della viticoltura.