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Champagne Extra Brut Solessence

VITIGNO:
50% Chardonnay 40% Meunier e 10% Pinot Noir
DENOMINAZIONE:
Champagne AOC
ALCOL: 12.5 %
FORMATO: 0.75 lt

Solessence rappresenta l’identità di Sélèque nella sua espressione più universale: uno Champagne pensato per la condivisione, costruito attraverso l’incontro dei diversi terroir della tenuta e capace di esprimere lo stile puro e cristallino della casa. L’assemblaggio è composto da 50% Chardonnay, 40% Meunier e 10% Pinot Noir, provenienti dai terroir di Pierry, Moussy, Épernay, Mardeuil, Dizy, Boursault e Vertus. I vigneti poggiano prevalentemente su terreni argillosi, talvolta ricchi di selce e calcare, con sottosuolo di gesso campaniano presente a differenti profondità. Vendemmia è basata sull' annata 2023, completata per il 50% da una riserva perpetua. La vinificazione avviene per il 50% in vasche e per il 50% in fusti di rovere; la cuvée viene poi affinata per 2 anni sui lieviti con tappo a corona, il dosaggio è di 2,5 g/L, classificandolo come Extra Brut. La riserva perpetua viene conservata tra vasche d’acciaio e botti di rovere e che Solessence non subisce né chiarifica né filtrazione. Per i diversi formati cambiano i tempi e le modalità di affinamento: circa 2 anni per le bottiglie, 3 anni con tappo in sughero per le Magnum e 5 anni per i Jéroboam.

CANTINA:
JM Sélèque
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La storia di J.M. Sélèque ha inizio con Henri Sélèque, nonno di Jean-Marc, arrivato in Francia dalla Polonia nel 1925. Stabilitosi a Boursault con la moglie Françoise Bagnost, negli anni Sessanta piantò le prime vigne a Pierry e nel 1969 iniziò a produrre e commercializzare le proprie bottiglie, con l’aiuto del suocero Jean Bagnost, allora direttore della cooperativa di Pierry. Nel 1974 entrò in azienda Richard, figlio di Henri e Françoise. Laureato in enologia, diede un importante impulso alla modernizzazione della tenuta, migliorando le pratiche di vinificazione e dotando la cantina di nuove attrezzature. Insieme al padre ampliò inoltre il patrimonio vitato con nuovi appezzamenti di grande qualità a Pierry, Moussy, Aÿ, Dizy, Mardeuil, Vertus e sulla Côte des Blancs. Jean-Marc Sélèque, figlio di Richard, tornò alla tenuta nel 2008 dopo gli studi in viticoltura ed enologia e alcune esperienze nei vigneti di Maison Chandon nel Nuovo Mondo, in particolare nella Napa Valley e nella Yarra Valley australiana. Queste esperienze gli permisero di acquisire una solida preparazione tecnica, ma anche di comprendere i limiti di una vinificazione eccessivamente tecnologica e standardizzata. Jean-Marc sviluppò così una filosofia orientata all’autenticità e alla più precisa espressione del terroir, utilizzando la tecnologia solo quando realmente utile a rispettare la pianta, il frutto e l’ambiente. Nel 2015, insieme alla moglie Oriane e al suo team, si trasferì in una nuova cantina progettata per lavorare quasi interamente per gravità e preservare l’integrità delle uve e dei mosti. La cantina dispone di attrezzature moderne, tra cui un torchio Coquard a piastra inclinata, e di numerosi contenitori di diverse dimensioni e materiali, tra vasche, botti e barrique in acciaio inox, legno e cemento, che consentono di vinificare separatamente parcelle e vini differenti. Ne nasce uno Champagne artigianale, preciso e profondamente legato al territorio, lontano dalla standardizzazione e orientato alla ricerca della massima identità di ogni terroir.

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La storia di J.M. Sélèque ha inizio con Henri Sélèque, nonno di Jean-Marc, arrivato in Francia dalla Polonia nel 1925. Stabilitosi a Boursault con la moglie Françoise Bagnost, negli anni Sessanta piantò le prime vigne a Pierry e nel 1969 iniziò a produrre e commercializzare le proprie bottiglie, con l’aiuto del suocero Jean Bagnost, allora direttore della cooperativa di Pierry. Nel 1974 entrò in azienda Richard, figlio di Henri e Françoise. Laureato in enologia, diede un importante impulso alla modernizzazione della tenuta, migliorando le pratiche di vinificazione e dotando la cantina di nuove attrezzature. Insieme al padre ampliò inoltre il patrimonio vitato con nuovi appezzamenti di grande qualità a Pierry, Moussy, Aÿ, Dizy, Mardeuil, Vertus e sulla Côte des Blancs. Jean-Marc Sélèque, figlio di Richard, tornò alla tenuta nel 2008 dopo gli studi in viticoltura ed enologia e alcune esperienze nei vigneti di Maison Chandon nel Nuovo Mondo, in particolare nella Napa Valley e nella Yarra Valley australiana. Queste esperienze gli permisero di acquisire una solida preparazione tecnica, ma anche di comprendere i limiti di una vinificazione eccessivamente tecnologica e standardizzata. Jean-Marc sviluppò così una filosofia orientata all’autenticità e alla più precisa espressione del terroir, utilizzando la tecnologia solo quando realmente utile a rispettare la pianta, il frutto e l’ambiente. Nel 2015, insieme alla moglie Oriane e al suo team, si trasferì in una nuova cantina progettata per lavorare quasi interamente per gravità e preservare l’integrità delle uve e dei mosti. La cantina dispone di attrezzature moderne, tra cui un torchio Coquard a piastra inclinata, e di numerosi contenitori di diverse dimensioni e materiali, tra vasche, botti e barrique in acciaio inox, legno e cemento, che consentono di vinificare separatamente parcelle e vini differenti. Ne nasce uno Champagne artigianale, preciso e profondamente legato al territorio, lontano dalla standardizzazione e orientato alla ricerca della massima identità di ogni terroir.